Risparmiare energia riducendo i rifiuti plastici

Edizione: 24/10/2011 Da FONDAZIONE LEGAMBIENTE INNOVAZIONE

L’idea nasce e si sviluppa grazie al brevetto depositato dalla Ditta C.R.M.P. relativo all’apparecchiatura (macchinario), alla composizione della materia riferita alla miscela dei polimeri e copolimeri (miscela saldante) utilizzati per la saldatura, nonche al processo di preparazione dei manufatti da saldare ed il processo operativo, tramite il quale e possibile effettuare la saldatura e quindi l’assemblaggio, la riparazione ed il riempimento a caldo di materiali plastici. Grazie a questa innovativa tecnologia, la Ditta C.R.M.P. e oggi in grado di riparare quasi tutte le tipologie di manufatti in plastica, ma nonostante cio ha deciso di concentrarsi su alcune categorie ritenute di particolare rilevanza dal punto di vista ambientale quali i contenitori per l’agricoltura(cd. bins) ed i cassonetti per i rifiuti solidi urbani. Trattasi infatti di manufatti che sino ad oggi, non potendo essere riparati, una volta rotti venivano abbandonati nei campi (bins) o macinati per la produzione di materia prima secondaria (bins e cassonetti), con un notevole impatto ambientale nel primo caso ed un maggiore dispendio energetico nel secondo per la necessaria rigranulazione. A cio si aggiunga che la tecnologia innovativa di riparazione di tali manufatti attraverso la saldatura consente inoltre un allungamento della vita operativa degli stessi, rendendo pertanto possibili piu cicli di utilizzo e quindi una minor produzione di rifiuti speciali, nonche un minor apporto energetico dovuto alla produzione del nuovo. L’innovazione proposta ha diversi punti di forza: 1. la saldatura della plastica e un processo altamente innovativo che permette la molecolarizzazione delle parti da unire, garantendo una saldatura perfetta, resistente piu del materiale stesso, durevole nel tempo ed a qualsiasi sbalzo di temperatura. Fino ad oggi infatti l’unica soluzione esistente per la riparazione degli imballaggi in plastica era “l’incollaggio” a mezzo di colle fenoliche od a caldo od a mezzo ultrasuoni, che pero non e ugualmente resistente come la saldatura in quanto alla minima applicazione di forze esterne le colle cedono, oltre a non garantire il ripristino della tenuta stagna laddove richiesto; 2. minimo impatto ambientale: la procedura di saldatura produce scarti di materiale plastico quasi inesistenti, inoltre tramite la riparazione di imballaggi rotti, e quindi inutilizzabili, riduce l’acquisto di contenitori cartacei (OCTABIN) ad alto impatto ambientale; 3. riduzione dei costi: la riparazione degli imballaggi in plastica consente una riduzione dei costi di investimento nell’acquisto annuale per il rinnovo del parco contenitori di proprieta. Il processo non richiede particolari specificita a livello gestionale od organizzativo: e sufficiente disporre di un’officina ampia (c.a. 150 mq), dove poter posizionare le apparecchiature necessarie ed effettuare le lavorazioni preparatorie e la successiva saldatura, ed un deposito (c.a. 2000mq) per i manufatti da riparare e riparati; dal punto di vista tecnologico, la peculiarita ovviamente e la macchina saldatrice di cui la C.R.M.P. detiene il brevetto. Proprio queste limitate peculiarita facilitano la riproducibilita su qualsiasi territorio ed infatti la C.R.M.P. si sta muovendo per esportare il modello di riparazione a livello nazionale, prima, ed europeo poi, attraverso il Programma ecorepair®.

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